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Enrico Di
Giuseppantonio, Sindaco di Fossacesia e Dirigente Nazionale dell'ANCI, ha
partecipato ieri alla venticinquesima Assemblea Nazionale dell'Associazione dei
Comuni ed è stato relatore nella tavola rotonda sull'organizzazione dei servizi
pubblici locali. Nel suo intervento Di Giuseppantonio ha messo a confronto la
situazione dell'Abruzzo con quella delle altre regioni italiane e con alcuni
esempi notevoli a livello europeo.
Ieri, 24 ottobre, a Trieste si è svolta la quarta ed ultima
giornata dell'Assemblea dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Il filo
conduttore di tutto il convegno è stato il confronto su federalismo e sussidiarietà:
tema che in quest'ultima giornata è stato analizzato dal punto di vista
dell'organizzazione dei servizi pubblici locali. Il dibattito è stato
arricchito dagli autorevoli interventi di Sergio Chiamparino, Sindaco di
Torino, di Marcello Clarich, ordinario di diritto amministrativo alla Luiss
Guido Carli, e di Leonardo Domenici, Sindaco di Firenze e Presidente dell'ANCI.
Enrico Di Giuseppantonio ha condotto la sua argomentazione sul
tema del ruolo dei comuni nella gestione dei servizi pubblici locali, alla luce
della nuova riforma approvata dal governo. Questo settore è stato trasformato
radicalmente nel giro di pochi anni da una serie di innovazioni, tese a
liberalizzare il mercato dei servizi ed a favorire l'ingresso di capitali
privati. In questo processo i comuni stanno via via assumendo la funzione
strategica di "registi" del controllo dei servizi.
Di Giuseppantonio ha portato nel dibattito l'esperienza
dell'Abruzzo nel campo della gestione dei servizi pubblici locali, anche in
virtù della sua esperienza come ex-presidente dell'ATO della provincia di
Chieti, l'autorità che ha il compito di vigilare sul ciclo idrico integrato. Il
sindaco di Fossacesia ha rimarcato che, dal confronto con le altre regioni
italiane ed europee, si può osservare che l'Abruzzo non è molto indietro in
questo ambito, anche se ci sono passi avanti ancora da compiere.
"I problemi che si
sono verificati in questi anni con il ciclo idrico sono un esempio significativo
delle questioni da affrontare e risolvere per migliorare le cose. - ha concluso Enrico Di
Giuseppantonio - La soluzione passa
senz'altro attraverso una maggiore qualificazione e professionalità delle
persone chiamate a gestire i servizi pubblici locali: acqua, elettricità, gas,
trasporti pubblici. C'è la necessità di rimuovere le incrostazioni
partitocratiche e clientelari e di scegliere persone capaci in base alla loro
competenza, allo scopo di recuperare efficienza ed efficacia dei servizi
pubblici: solo così si potranno offrire ai cittadini servizi migliori a tariffe
più contenute."
Fossacesia, 25 ottobre 2008 |